AI praticaper chi insegna e per chi forma
AI per chi insegna e chi forma: cinque usi da provare questa settimana
Cinque usi concreti dell'AI per preparare lezioni, differenziare i materiali e creare esercizi, con le cautele delle linee guida del MIM.
Andrea La Gioia · · 7 minuti di lettura
Chi insegna o forma ha sentito parlare di intelligenza artificiale generativa quasi ovunque. Alcuni hanno fatto una prova, pochi hanno un metodo. Il rischio è di usarla male, oppure di non usarla affatto per paura di sbagliare, mentre studenti e colleghi la usano comunque.
Le linee guida del Ministero dell'Istruzione e del Merito per l'introduzione dell'intelligenza artificiale (allegato al decreto ministeriale 166 del 9 agosto 2025) danno una cornice chiara: l'AI sostiene la persona e la decisione pedagogica resta a chi insegna. Da questo principio vengono cinque usi che si possono provare già questa settimana, valgono per un docente come per un formatore aziendale o un tutor, e hanno un prezzo ragionevole in termini di tempo.
Prima di cominciare: tre regole
- Verifica sempre. L'AI scrive testi fluidi che possono essere sbagliati. Ogni contenuto va letto e controllato prima di arrivare a chi impara.
- Nessun dato personale. Non inserire nomi, voti, valutazioni o informazioni riconoscibili di studenti o partecipanti in strumenti generalisti. Lavora con esempi anonimi o inventati. In caso di dubbio chiedi al referente per la privacy.
- Decidi tu. L'AI propone, tu scegli. Gli obiettivi di apprendimento guidano la tecnologia.
1. Preparare la bozza di una lezione
Partire dalla pagina bianca è la parte più pesante della preparazione. L'AI può proporre una scaletta, una sequenza di attività o un'apertura efficace, che poi adatti al tuo gruppo.
Esempio di richiesta: "Devo tenere una lezione di 50 minuti sul ciclo dell'acqua a un gruppo di principianti. Proponi la scaletta, con un'attività iniziale di 10 minuti, una parte centrale e una verifica finale di 5 minuti."
Il risultato è una prima versione da riscrivere con la tua esperienza.
2. Differenziare i materiali per livelli diversi
In ogni gruppo i livelli di partenza sono diversi. Le linee guida del Ministero indicano la creazione di materiali differenziati tra gli usi utili. Partendo da un testo puoi chiedere versioni a complessità diversa: più semplice, con frasi brevi e un piccolo glossario, oppure più impegnativa, con domande di approfondimento.
Esempio di richiesta: "Riscrivi questo brano per persone con difficoltà di lettura: frasi brevi, parole difficili spiegate tra parentesi, stesso contenuto. Poi preparane una versione con tre domande di ragionamento per chi vuole approfondire."
Può aiutare chi ha bisogni educativi speciali o chi non è madrelingua, a patto di controllare che il senso del testo sia rimasto intatto.
3. Generare esempi ed esercizi
Serve un esempio diverso da quello del manuale? Cinque esercizi simili con difficoltà crescente? Un problema ambientato in un contesto vicino a chi impara? L'AI produce varianti molto bene.
Esempio di richiesta: "Crea cinque problemi di proporzionalità con difficoltà crescente, ambientati nella vita quotidiana. Indica la soluzione di ciascuno, con i passaggi."
Controlla le soluzioni. Nei calcoli e nei dati l'AI sbaglia più spesso di quanto si pensi.
4. Costruire rubriche e criteri di valutazione
Una rubrica elenca i criteri con cui valuterai un compito e i livelli di ciascuno. Chiedere all'AI una prima versione fa risparmiare tempo e rende la valutazione più trasparente. Le linee guida invitano a spostare la valutazione dalla memorizzazione verso il pensiero critico e le competenze applicate.
Esempio di richiesta: "Proponi una rubrica a tre livelli (non raggiunto, base, avanzato) per valutare un breve testo argomentativo. Criteri: tesi, uso delle fonti, chiarezza espositiva."
Rivedi la rubrica e condividila prima del compito. Il giudizio finale sul lavoro resta tuo.
5. Creare casi e simulazioni
L'AI può inventare un caso realistico su cui far lavorare le persone: un problema da risolvere, un dilemma da discutere, un personaggio storico da intervistare con domande preparate in anticipo. Sono attività che stimolano il ragionamento più della semplice ripetizione.
Esempio di richiesta: "Inventa il caso di una piccola azienda locale che deve decidere se installare pannelli solari. Includi tre dati economici e due obiezioni opposte, per una discussione di gruppo."
Dichiara quando un materiale è stato generato con l'AI: la trasparenza fa parte dell'educazione all'uso consapevole.
Un esempio completo in tre passaggi
Una lezione di storia sul Risorgimento, da preparare in meno di un'ora.
- Preparazione. Chiedi una scaletta di 50 minuti con un'apertura problematica, per esempio "Perché l'unità d'Italia non fu voluta da tutti?", e scegli tu quali parti tenere.
- Materiali. Fatti proporre due versioni della stessa fonte storica: una con lessico semplificato, una con domande di approfondimento. Verifica date e nomi sul manuale.
- Verifica. Chiedi tre consegne diverse (un confronto tra fonti, una mini-argomentazione, l'analisi di un documento) e una rubrica a tre livelli. Scegli la più adatta e adattala.
Il piano è solido e porta la tua firma.
Cosa dice la ricerca: l'AI aiuta se non risponde al posto di chi impara
Uno studio su quasi mille studenti di matematica (Bastani e colleghi, PNAS, 2025) ha confrontato una chat generalista con un tutor progettato per dare suggerimenti invece delle risposte. Durante gli esercizi entrambi hanno aiutato. All'esame senza AI, chi aveva usato la chat generalista ha ottenuto risultati peggiori del 17% rispetto a chi non l'aveva usata, mentre chi aveva usato il tutor è arrivato allo stesso livello del gruppo di controllo. Lo studio riguarda un contesto preciso, ma suggerisce un criterio pratico: quando metti l'AI in mano a chi impara, chiedile di guidare e non di rispondere.
Errori frequenti
- Richieste generiche. "Fammi una lezione sul Risorgimento" produce testi banali. Più contesto dai (gruppo, durata, obiettivo, livello), più è utile il risultato.
- La prima risposta come definitiva. L'AI lavora per tentativi: chiedi di accorciare, semplificare, cambiare tono, aggiungere un esempio.
- Lo stesso materiale per tutti. Il valore è nella differenziazione. Senza, hai automatizzato un copia e incolla.
- Usarla di nascosto. Se lo strumento si nasconde, si insegna che è qualcosa da nascondere.
Cosa non delegare mai
- La valutazione finale. Un voto o un giudizio hanno conseguenze sulle persone e richiedono la responsabilità di qualcuno.
- Le decisioni su singole persone. Piani personalizzati, segnalazioni o interpretazioni di difficoltà non vanno affidati a uno strumento che non conosce chi hai davanti.
- I dati sensibili. In caso di dubbio non inserire nulla.
Come parlarne con chi impara
Chi impara usa già l'AI, con o senza permesso. Conviene fare di questo un tema del gruppo. Bastano dieci minuti per fissare regole condivise: quando si può usare, come va dichiarato l'uso, cosa resta un lavoro personale. Un'attività efficace è far confrontare la risposta dell'AI con una fonte affidabile e cercare insieme errori e imprecisioni. Si impara a usarla e a dubitarne nel modo giusto. Le linee guida del Ministero prevedono un'alfabetizzazione graduale, che parte dal capire cos'è l'AI e quali sono i suoi limiti.
Da dove partire
Scegli un'attività della prossima settimana, per esempio la bozza di una lezione o la versione semplificata di un testo. Provala con l'AI e valuta il risultato con occhio critico. Annota cosa ha funzionato e cosa no. Con qualche settimana di pratica capirai dove ti fa risparmiare tempo e dove il tuo giudizio fa la differenza.
Come lo applica Percorsi
Percorsi segue lo stesso principio. L'AI genera i contenuti e il tutor Andrew accompagna chi resta bloccato, ma la meta, le prove e la regola di superamento sono fissate in anticipo, e il nostro staff rivede le fonti scelte. Chi vuole imparare a usare l'AI nel proprio lavoro parte da un test d'ingresso, svolge compiti pratici e riceve una valutazione con criteri chiari.
Cosa è già realtà e cosa arriverà
Sono già attivi test d'ingresso, rubriche a tre livelli, regola di superamento, pagina di verifica degli attestati di Percorsi e download in formato Open Badges 3.0. Il riconoscimento esterno degli attestati da parte di altri enti è un obiettivo e non un servizio attivo.
Vuoi un percorso guidato per usare l'AI nel tuo lavoro, partendo da dove sei oggi? Prova Percorsi e crea il tuo primo percorso.